Al cuore

Le distanze in Calabria sono distanti.

Sono caotiche. Sono lontane, faticose, lunghe. Non finiscono più. Ti ci devi piantare il culo, su quella macchina, e ti passi una giornata a far la spola. A rincorrere i tuoi pezzi di vita che, nel corso degli anni, hai deciso di lasciare sparpagliati lungo una regione forsennata, dissestata, piena di colline, di montagne, di saliscendi. Forsennata, ma maledettamente incollata al cuore.

Gli incontri in Calabria sono caldamente saldati a caldo.

I ritorni in Calabria sono così. Vorrebbero durar poco, avere il sapore di una vacanza, un “toccata e fuga”, un “ci becchiamo” momentaneo. Il mio momento in Calabria è durato poco meno di due anni. Una visita al volo che un po’ ci ha preso gusto nel suo rimanere sospesa a un non so quando.

Forse non era temporaneo, il mio ritorno, e l’ho sempre saputo, che volevo restare. Che volevo ripartire. Che volevo restare.

Ma non era temporaneo, e ora che dovrei riaprire quella valigia e rificcarci dentro la mia vita, le mie braccia si chiudono conserte. Il mio mento si abbassa, gli occhi si voltano di sottecchi e guardano i miei piedi con sospetto.

Le distanze in Calabria sono distanti.

Sai che comunque, abiterai lontano. Sai che a prescindere, dovrai muoverti su quattro ruote, e consumare quegli pneumatici già usurati per rivedere un’amica, riabbracciare un amico. Per dargli un bacio sulla guancia e dire “si è fatto tardi, devo tornare”, ma se sono le 03:00 di notte, potresti anche pensare di dormire per strada, e non ci metti molto ad applicare il pensiero.

I miei incontri in Calabria sono caldamente saldati a caldo.

E sono gli incontri con la mia terra, che aspra e cangiante continua a farmi innamorare, e son quelli con le mie persone, che non importa a quanti chilometri stai, ti vengo a trovare.

Mi riallontano per un po’.

Per amarti ho bisogno di chiudere gli occhi e pensarti soltanto,

desiderare di esserti vicina e assaporare il momento in cui tornerò.

E rivedrò le mie montagne che si buttano nel mare.

Vorrei rotolare anch’io giù per quelle colline e capire finalmente la consistenza di un blu che continua a sembrarmi troppo acceso.

Vorrei per un giorno sentirmi quello scoglio nel mare e farmi solleticare i piedi dalle miriadi di pesci arcobaleno che mi potrebbero sfiorare.

Avere radici, cucirmele ben bene sulle gambe e non spostarmi più. E vorrei che le radici, radicate a fondo, ferme e salde rimanessero ancorate al cuore.

E il mio cuore vorrei fosse quello di chi più non cede ai sobbalzi della mente, al volitivo interesse verso una vita variabile e ballerina.

Vorrei che la mente mi si disgustasse al volo, al pensiero di partire, di strappar quelle radici e volare via.

Vorrei volerlo, ma a volerlo davvero, non lo vorrei.

Il mio cuore vuol sobbalzare, la mia mente volare.

Amo far finta di andarmene per poi riapparire, amo sentir la mancanza di ciò senza cui non so sopravvivere.

Le distanze in Calabria sono vicine.

Pensi di andartene e poi sei già di nuovo al confine.

Vado un attimo e poi torno,

per amarti ho bisogno di chiudere gli occhi un secondo soltanto

e riaprirli avendoti accanto.

I miei incontri in Calabria sono caldamente saldati a caldo.

Al cuore.

Aurora V. W.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: