Inverno

Freddo sei, grigio e bianco dai.

Ti vedo da lontano, sai,

scorri e fluisci nelle vene ormai.

Pensare Inverno che da te mi allontanai,

rigetto di brivido e sospiro mozzato,

timore di viola e indaco ghiacciato.

Ma nell’involucro di guscio addormentato

 Un battito di luce, tentennando, è affiorato.

Dal proibito ardente si sente chiamare,

La paura in fuoco fa il gel trasmutare.

Come teme così brama, prima anela poi paventa,

da ribrezzo nel guscio, qui sentimento diventa

se solo d’odio nascere può,

è d’antico amore che infin perisce

celebrata l’unione che ora io so,

 tra ghiaccio e brace in me scaturisce.

Aurora V. W.